"Addio bidone... benvenuta lattina"

 bidone        lattina

 il tradizionale bidone             la nuova lattina      

Ottobre è un mese solitamente allegro per gli agricoltori. Hanno già in tasca i soldi della vendita dell’uva da tavola, hanno iniziato la vendemmia, l’odore del mosto li inebria e già immaginano le allegre bevute con amici e parenti di quel vino fatto con le proprie mani super genuino e senza bisolfito. L’imminente lavoro della raccolta delle olive per ottenere il “miracoloso” olio extra vergine, invece, non riempie i pensieri tanto è antico e radicato come le superbe piante d’olivo. Questo anno, però, la commissione europea, con la questione della lattina, qualche grattacapo al nostro agricoltore lo sta portando. In verità, il regolamento comunitario relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva, è stato approvato dalla commissione l’anno scorso, per la precisione il 13 giugno 2002 e pubblicato sulla gazzetta ufficiale delle comunità europee l. 155/27 il  14 giugno 2002 ed è entrato in vigore dal 1° novembre 2002, ma alcune disposizioni riguardanti le nuove denominazioni, le menzioni facoltative e le norme sulle miscele sono state previste delle deroghe fino al 1° novembre 2003, per consentire alle imprese del settore di adeguarsi. Le disposizioni riguardanti le indicazioni delle caratteristiche organolettiche, si applicheranno, invece,  a partire dal 1° novembre 2004.

            Analizziamo in dettaglio le norme in vigore dal prossimo 1° novembre:

  1. ORIGINE: l’indicazione resta facoltativa, ma se utilizzata lo stesso regolamento prevede che:
    1. L’origine dell’olio extra vergine è data dalla zona geografica nella quale le olive sono state raccolte e dove l’olio è stato ottenuto;
    2. La designazione dell’origine, nel caso in cui le olive siano state raccolte in stato membro o un paese terzo diversi dalla zona dove sia stato ottenuto l’olio, dovrà indicare sia la zona di raccolta delle olive, che quella di trasformazione in olio;
    3. Nel caso di tagli di oli extra vergini, la designazione dell’origine può essere assegnata quando, più del 75% del contenuto di questi tagli ha origine in uno stato membro o dell’unione europea.
  2. VENDITA:
    1. Per le vendite dirette al consumatore finale, l’olio di oliva deve essere obbligatoriamente commercializzato in recipienti che hanno la capacità massima di 5 litri;
    2. Le confezioni devono essere sigillate ermeticamente;
    3. Devono essere accompagnate da un’etichettatura che rispecchi perfettamente il contenuto del prodotto confezionato.
  3. CLASSIFICAZIONE:sono previste 4 categorie e dovranno essere riportate con caratteri leggibili in etichetta
    1. Olio extra vergine di oliva: “Olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;  acidità massima di 0,8%.
    2. Olio di oliva vergine: “Olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”; acidità massima di 2%.
    3. Olio di oliva – composto di oli d’oliva raffinati e oli d’oliva vergini.
    4. Olio di sansa di oliva.
  4. MENZIONI AGGIUNTIVE: devono poter essere verificate in qualsiasi momento
    1. “prima spremitura a freddo”; oli ottenuti a meno di 27°C con una prima spremitura meccanica della pasta d’olive, con un sistema d’estrazione di tipo tradizionale con presse idrauliche.
    2. “estratto a freddo”; oli ottenuti a meno di 27°C con processo di percolazione o centrifugazione della pasta d’olive.

 

Etichettatura: indicazioni obbligatorie:

  • Denominazione di vendita: olio extra vergine, vergine …; prima spremitura o estratto a freddo.
  • Quantitativo netto espresso in litri seguito dalla lettera minuscola “e” indicante imballaggio preconfezionato;
  • Lotto, inteso come insieme di lattine prodotte o confezionate in circostanze parcamente identiche, è preceduto dalla lettera “L”, salvo il caso in cui sia riportato in modo da essere distinto dalle altre indicazioni;
  • Termine minimo di scadenza: “Da consumarsi preferibilmente entro (mese, anno)”
  • Condizioni  particolari di conservazione e d’utilizzo, “conservare al riparo della luce e lontano da fonti di calore”;
  • Il nome o la ragione sociale e l’indirizzo del fabbricante.
  • Indicazioni ecologiche: consistono in un invito, chiaramente visibile sui contenitori o sulle etichette, a non disperdere i contenitori nell’ambiente dopo l’uso, in forma di messaggio scritto o di pittogramma;

 

Indicazioni facoltative:

  • Codice a barre: identificazione automatica tipico della grande distribuzione;
  • Informazioni nutrizionali: Valore energetico, Grassi totali, Grassi saturi, Grassi polinsaturi, Grassi monoinsaturi, % colesterolo, % sodio, % carboidrati, % proteine, vitamine.

 

La novità più importante è sicuramente quella della vendita in lattina e del definitivo abbandono del tradizionale bidone zincato da 10, 25 o da 50 litri. Poiché, la norma parla espressamente di consumatore finale, secondo il mio punto di vista, non si applica ai soci che ritirano il prodotto della lavorazione delle proprie olive dalla cooperativa o da eventuali oleifici per conto terzi. I rapporti, quindi, tra i soci e la cooperativa non cambiano ed il tradizionale bidone potrà continuare ad essere usato. La situazione s’inverte completamente nei rapporti con il cliente (l’utente finale), al quale bisognerà fornire l’olio osservando tutte le disposizioni su esposte, quindi, in lattina sigillata ed etichettata. Attenzione! non sono previste deroghe per figli, nipoti,  amici intimi ecc., viceversa, sono previsti controlli da parte della repressione frodi, il consiglio è, quindi,  di non fare i furbi se non si vogliono avere guai. Il consiglio d’amministrazione della cooperativa ha giocato d’anticipo e già dall’anno scorso a risolto il problema iniziando la commercializzazione in lattina. Le vendite sono andate discretamente (sono state vendute oltre mille lattine). L’olio è stato acquistato e molto apprezzato da tanti capursesi, alcuni dei quali ignoravano la presenza dell’oleificio, da molti clienti provenienti dai paesi vicini, da clienti residenti fuori della Puglia, anche nord Italia all’”estero” come dice Bossi e forse qualche lattina ha attraversato l’atlantico insieme ai nostri emigrati venuti a Capurso in occasione della festa della Madonna del pozzo. Non avendo problemi diretti, il consiglio si sta preoccupando per i soci e per chiarire con loro la nuova normativa, ha organizzato un incontro il 17 ottobre ’03  alle ore 18:00 presso la sede dell’oleificio.

 

Per quanto potrà sembrare strano, la normativa è un grande risultato per i produttori di qualità italiani e soprattutto pugliesi e tutela enormemente il consumatore.

Tra i vantaggi ricordiamo: garanzia del prodotto, corretta informazione del consumatore e sicurezza alimentare.

Tra gli svantaggi dello sfuso: travaso necessario, problemi di conservazione (luce, calore, aria), mancanza d’identità del prodotto.

Il 79% degli acquirenti sono favorevoli alle nuove norme, di questi il 47% sostiene di avere una maggiore garanzia sull’origine attività di controllo e piena assunzione di responsabilità del produttore, il 31% per una migliore conservazione del prodotto.

 

Il consumo d’olio d’oliva sfuso:

I consumatori d’olio d’oliva sfuso sono i produttori, i loro parenti e amici per un complessivo di circa 3 milioni di famiglie, pari al 15% del totale delle famiglie italiane. Profilo prevalente: meridionale 55%, età 60 anni, fascia di reddito medio. La tendenza di mercato è in ogni caso in diminuzione con un calo del 50% negli ultimi 8 anni. L’acquisto avviene principalmente presso i frantoi e produttori nel periodo iniziale della campagna. Motivazioni d’acquisto: garanzia su origine e naturalità del prodotto 75%, consuetudine familiare 29%, risparmio derivante dal quantitativo acquistato 13%. L’ 87% degli acquirenti ha manifestato un apprezzamento mediamente alto del prodotto.

 

Conclusioni:

Il consumatore chiede: un prodotto non anonimo, sano, di qualità e tracciato.

Il prodotto etichettato permette di acquisire clienti e target e difende l’immagine aziendale. Inoltre, è il presupposto per chiedere anche agli altri operatori della filiera chiarezza in etichetta su caratteristiche e origine del prodotto. Non dimentichiamo, infine, che 85% delle famiglie acquista olio d’oliva confezionato e questo rappresenta un enorme mercato da acquisire con i prodotti di qualità degli agricoltori pugliesi.

 

(Giovanni Di Mauro)

Consigliere d’amministrazione

Oleificio cooperativo Capurso

 

L’oleificio cooperativo di capurso