"Inaugurazione Oleificio"

Per tutto il mese di gennaio del 1968La Gazzetta del Mezzogiorno” annunciò la costruzione di oleifici sociali in vari Comuni della provincia di Bari, come Grumo, Valenzano, Minervino.

Il 27 gennaio ci fu l’annuncio per Capurso, dove la cerimonia della posa della prima pietra avrebbe dovuto aver luogo l’indomani, domenica 28 gennaio, alle ore 10. Il bollettino meteorologico per il Sud d’Italia indicava una nuvolosità irregolare, con probabili residue piogge sulla Puglia. La temperatura si aggirava intorno agli otto gradi centigradi.

Un clima non molto rigido, se si considera che si era in gennaio. La cerimonia ebbe luogo regolarmente, ma non potè essere illustrata ai cittadini nel luogo scelto originariamente, ovvero nei locali della scuola elementare, a causa del divieto opposto dagli amministratori comunali dell’epoca, che non erano stati invitati.

Ed ecco la cronaca di quella giornata, pubblicata da “La Gazzetta del mezzogiorno” il 30 gennaio 1968.

Solenne cerimonia per la posa della prima pietra

Un moderno oleificio per i coltivatori di Capurso
Avrà una capacità lavorativa di oltre 150 quintali di olive al giorno e funzionerà con la prossima campagna. Sottolineata dall’on. Lattanzio la necessità di creare un sistema associativo e impianti di trasformazione e commercializzazione della produzione. La validità dell’iniziativa rilevata dal prof. Scardaccione.

Capurso, 29 gennaio.

Con una solenne cerimonia è stata posta la prima pietra dell’oleificio sociale, che sorgerà per iniziativa dei coltivatori diretti. L’opera sarà realizzata su un’area di circa 2200 mq, donata dal Comune; la superficie coperta è di 600 mq; un ampio locale per la ricezione e stenditoio di olive; una sala di lavorazione per la frangitura ed estrazione dell’olio a semplice pressione, una sala-deposito degli olii prodotti, un deposito delle sanse residuate e una centrale termica per il riscaldamento dello stabilimento. L’oleificio avrà una capacità lavorativa di oltre 150 quintali di olio al giorno e potrà funzionare con la prossima campagna olearia.

Innovazioni tecniche
Il sistema di lavorazione adottato sarà quello tradizionale, con le innovazioni che il progresso tecnico ha introdotto per ridurre al massimo l’incidenza dei tempi passivi.

Il costo dell’opera, che sarà finanziata dal ministero dell’agricoltura, si aggirerà sugli 86 milioni. Il progetto dell’ing. Mario Villani è stato elaborato dall’ufficio progettazione stabilimenti industriali del servizio lavori dell’Ente Sviluppo di Puglia, Lucania e Molise.

Alla cerimonia sono intervenuti l’on. Vito Lattanzio e la consorte dott. Rosa, il prof. Scardaccione, Presidente dell’Ente di Sviluppo, il prof. Giovanni Palumbo, assessore provinciale dell’agricoltura, il dott. Saverio La Notte, capo dell’ispettorato provinciale dell’agricoltura, l’avv. Nicola Rotolo, segretario regionale della D.C. , il dott. Rosa, segretario provinciale d.c., il dott. Girolamo Capiello, direttore generale dell’ Ente Sviluppo con il dott. Lavascio direttore provinciale, il dott. Ettore Picchi, direttore provinciale dei coltivatori diretti, l’ing. Vitantonio Lozupone, il dott. Filippo Smaldino, capo ufficio cooperazione dello stesso ente e il dott. Angelo Amodio.

L’arciprete don Domenico Tricarico ha esaltato la funzione dei lavoratori della terra <<che – ha detto – sono vicini alla natura e quindi sono più sinceri e sani. Col lavoro la terra produce ricchezza, che deve servire a dare il benessere e non ad opprimere. La categoria degli agricoltori deve resistere alle tentazioni della città e deve sperare che il reddito agricolo sia pari a quello di chi lavora nell’industria>>.

Subito dopo, il segretario della cooperativa-oleificio, Stefano Favia, ha letto il testo della pergamena, che è stata racchiusa nella prima pietra.

Il presidente della cooperativa, sig. Giovanni De Sario, ha poi espresso il ringraziamento dei coltivatori diretti di Capurso a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, prima fra tutti il Presidente Moro e l’on. Lattanzio, i dirigenti dell’Ente di Sviluppo, l’ing. Progettista e il direttore dei lavori, il presidente dell’Amministrazione provinciale e l’assessore provinciale all’agricoltura.

Quindi un omaggio floreale è stato offerto alla madrina dott.ssa Rosa Lattanzio.

Lodevole esempio
Successivamente il presidente dell’Ente di Sviluppo ha illustrato il significato dell’iniziativa dei coltivatori diretti di Capurso di costruire l’oleificio.

<< L’iniziativa dei coltivatori diretti di Capurso – ha detto il professore Scardaccione – costituisce un lodevole ed inimitabile esempio di movimento associativo spontaneo, non sollecitato cioè dall’Ente di Sviluppo, che è stato chiamato dagli interessati in un secondo momento ad assisterlo. Ciò sta a dimostrare che nel mondo imprenditoriale agricolo va spontaneamente maturando il convincimento della necessità di unirsi ad operare in clima di solidarietà per superare le difficoltà insite nelle imprese piccole >>.

Il presidente dell’Ente ha quindi posto l’accento nella esigenza di elevare la produttività del lavoro e della terra e di assicurare ai produttori le possibilità di partecipare agli utili industriali interessandosi alla fase di trasformazione dei prodotti.

<< Per soddisfare tale esigenza – ha concluso Scardaccione – è soprattutto necessario diffondere l’irrigazione, sviluppare e potenziare la cooperazione agricola >>.

Parlando subito dopo, l’on. Lattanzio, Presidente dell’Associazione nazionale degli olivicoltori, ha detto: << L’olivicoltura italiana costituisce un prezioso patrimonio che la politica agricola nazionale e comunitaria non può continuare a difendere e a potenziare. Lo esige non solo l’importanza economica e sociale che la produzione olivicola-olearia conserva nella nostra agricoltura ed in particolare in quella delle regioni meridionali, ma altresì l’incomparabile pregio dell’olio di oliva rispetto agli altri olii e alle altre sostanze grasse >>.

Fiducia nell’avvenire
<< La nostra olivicoltura può quindi – ha aggiunto l’on. Lattanzio – guardare con fiducia al suo avvenire. Ma affinché tale fiducia si traduca in realtà concreta, al sostegno della politica agraria nazionale e comunitaria deve unirsi l’azione costruttiva e feconda degli olivicoltori sul piano produttivo e mercantile >>.

L’on. Lattanzio ha poi ricordato la necessità di più largo ricorso ai mezzi tecnici disponibili e alle risorse idriche, al fine di elevare la produttività degli oliveti. Egli ha aggiunto che ciò non è ancora sufficiente per assicurarsi redditi soddisfacenti alle imprese olivicole, che nella stragrande maggioranza sono piccole ed hanno scarsissimo potere contrattuale sul mercato.

<< Il problema fondamentale ed urgente per i nostri olivicoltori, come per altri produttori – ha sottolineato l’on. Lattanzio – è oggi quello di creare un sistema associativo e cooperativo poggiato su una sufficiente e moderna rete di impianti di trasformazione e commercializzazione della produzione olivicola-olearia. Tale sistema -  ha precisato l’oratore – al quale da alcuni anni con la costruzione di nuovi oleifici stiamo ponendo mano, in collaborazione con l’Ente di Sviluppo, è assolutamente indispensabile per consentire agli olivicoltori sufficiente potere contrattuale e un’attiva partecipazione ai processi trasformativi e mercantili, in modo da garantire stabilità ed equità ai prezzi e genuinità ai prodotti >>.

Dopo aver rivolto un saluto al Consiglio di Amministrazione dell’Ente di Sviluppo recentemente insediatosi, l’on. Lattanzio ha concluso dichiarandosi certo che su questa strada obbligata si continuerà a camminare per concordare volontà degli operatori agricoli validamente assistiti dall’Ente di Sviluppo.